GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

Vorrei interpretare un personaggio un po’ estremo, un marinaio su un’isola deserta o un guardiano del faro. A tu per tu con Antonio Catania, dal 21 settembre al cinema con Tiro Libero. Mi sono sempre chiesta se è possibile “ educare” l’emozione, soprattutto quella rodata da anni di lavoro e di esperienze, se è possibile “ assumere” un dosaggio corretto di ansia ed adrenalina anche dopo una carriera di tutto rispetto. La risposta degli artisti intervistati, è stata quasi sempre quella di un’abitudine che non arriva, di una impossibile addomesticabilità di sentimenti e di un turbinio di sensazioni che carriera ed esperienza non sanno imbrigliare. Ed è l’attore Antonio Catania a confermarmelo ancora, quando, a metà circa dell’intervista, la mia curiosità su “ emozioni e dintorni”, sebbene nel suo caso non si possa certo parlare di debutto, quanto piuttosto di tante prime volte, si concretizza in una domanda ed in una risposta precise. Urge distinguere e disgiungere il teatro dal cinema: nel primo caso, l’emozione ad un debutto è sempre magica e presente, perché dipende tutto da se stessi; il…
Lunedì, 18 Settembre 2017 11:21

i "peggiori", eroi a pagamento - di emilia filocamo

Scritto da
La creatività non si imbriglia. Non è domabile, non è incanalabile in maniera univoca, non la si può costringere in argini precisi e sperare che, in una probabile e fisiologica esondazione, ritorni esattamente allo stato primigenio, come se si fosse trattato di una semplice, connaturale “sbandata”. La creatività è magma, è calda ed incandescente, è un animale indomabile, ribelle e sereno, coraggioso e volitivo. E’ facile pensare a questo quando ho l’occasione di intervistare Vincenzo Alfieri, attore, regista, sceneggiatore, le declinazioni del suo talento e, appunto, della sua creatività, meritano una virgola di separazione fra i termini, ma non una classificazione nella quale l’artista possa trovarsi pienamente soddisfatto e compiuto. Anzi, mi accenna ad una ferita che gli si potrebbe inavvertitamente procurare nel tentativo di etichettarlo e classificarlo per essere precisi. Vincenzo Alfieri è un misto di talenti e di interessi, così come sono miste le sue origini, partite dal sud e dalla terra che abbiamo in comune, e modificatesi in base alle esperienze di vita e lavorative. Ed è questo suo “ magma misto” a catapultarlo nuovamente nella scrittura…
Non sono pochi gli studiosi, storici o psicologi dell’Arte, che si sono applicati per cercare di svelare i misteri legati alla creatività, ipotizzando risposte su come le nostre percezioni visive reagiscono davanti ad un dipinto, come possano sgorgare in emozioni o su come l’opera possa assumere in noi i significati più vari. In particolare quando le opere stesse non rappresentano la quotidianità, gli aspetti abituali degli oggetti o della natura ma un qualcosa di surreale o areo, apparentemente imprendibile. Sovente ne rimaniamo affascinati, rapiti. Si pensi ad esempio alle famose opere di Marc Chagall. Prospettive improbabili, anatomie innaturali, animali o soggetti umani che si librano nell’aria con artistica naturalezza. L’assurdità del linguaggio pittorico non trattiene tuttavia la nostra capacità di comprensione tramite nuove e forse più profonde accezioni, spesso vivissime. Mondi psicologici che si imprimono più che se fossero reali affrancandoci dalle loro regole, in un gioco di assurda normalità. A noi sembra che un pittore sardo, ancor più di altri, possa considerarsi emblematico rispetto a questa ricerca di interiorità, a queste percezioni, nella sua raffinata rappresentazione sognante, Giorgio Princivalle.…
   Lo stadio Sant'Elia è andato in pensione e verrà totalmente demolito per lasciar spazio a uno stadio completamente nuovo, moderno, di proprietà del Cagliari Calcio. Raccontare quello che per me ha rappresentato nei suoi 47 anni di vita non  è cosa facile. La vita del Sant'Elia è coincisa quasi totalmente con la mia vita professionale (con centinaia di radiocronache, interventi in Tutto il Calcio Minuto per Minuto e interviste dagli spogliatoi), ma non solo. E dunque infiniti sono i ricordi. Cerco di andare per ordine.    La prima immagine che mi viene in mente è in realtà legata all'Amsicora, alla metà degli anni '60, quando, ragazzino, non perdevo una partita dalla gradinata dei distinti, in compagnia di mio padre e di qualcuno dei miei zii. Al di là dell'esordio di Riva -fischiato alla "prima" dai tifosi che chiedevano la riconsegna della maglia numero 11 a Tonino Congiu "Congisgeddu" - ricordo un tavolino a bordo campo, sotto la tribuna centrale e dunque davanti a me, a occupare una piccola parte della pista di atletica. Su quel tavolino qualche mastodontica attrezzatura…
A tu per tu con Claudio Castrogiovanni fra tv, cinema e  nuovi progetti. Le interviste  sono viaggi ai quali ci si prepara con un bagaglio breve di domande possibilmente giuste e la giusta disposizione; si diventa ricettacolo di sogni, progetti, passato e futuro. Le interviste, come ogni viaggio che si rispetti, si compongono di scoperte, di intuizioni, di angolazioni dalle quali, un po’ come se si trattasse di davanzali a precipizio sul più bello dei panorami, permettono di ammirare, imparare e considerare. In questa intervista a Claudio Castrogiovanni ho portato con me del viaggio la curiosità e la scoperta: ho scoperto e imparato che esiste la “ filata”, termine utilizzato per indicare una prova generale e definitiva, comprensiva non solo di uno sforzo di perfezione della memoria con le battute da recitare, ma anche e soprattutto dei movimenti, di come si conquista lo spazio sul palcoscenico e del puntamento delle luci. Ho scoperto ed imparato che esistono dei ruoli “ tinca”, di raccordo, che rientrano nell’economia di una storia e sono funzionali alla predominanza di altri ruoli. E ho scoperto…
Pagina 1 di 225